


LA CANTINA
Al ristorante Inkiostro troverete una carta dei vini ben fornita con oltre 900 etichette, nazionali ed estere. La cantina viene arricchita da prodotti che vengono ricercati per novità e innovazione, specialmente per quanto riguarda le metodiche adottate nella produzione della materia prima e del prodotto finale.
Ad una lista fornita della cantina, si accompagna una carta dei distillati con circa 150 etichette.

L’alta cucina di classe
"Non tutta la cucina contemporanea è cucina di classe.
Come nella moda, anche nel fine dining esistono linguaggi differenti. C’è una cucina che interpreta le tendenze, ne assimila i codici estetici e gastronomici e li restituisce attraverso forme attuali, riconoscibili e desiderabili. Una cucina che, per certi aspetti, ricorda il prêt-à-porter.
E poi esiste un’altra ambizione: quella di una cucina che non ha bisogno di inseguire le tendenze per affermarsi.
Una cucina che trova il proprio riferimento nell’haute couture.
Non per ostentazione, ma per cultura. Non per complessità fine a sé stessa, ma per controllo. Non per stupire a ogni costo, ma per comunicare un pensiero.
Una cucina fondata sulla conoscenza profonda della gastronomia, sulla padronanza tecnica, sulla sensibilità, sulla misura e sulla ricerca artigianale. Una cucina in cui ogni ingrediente, consistenza, temperatura e dettaglio contribuiscono all’equilibrio dell’insieme.
La tecnica non è il fine, ma il mezzo. L’estetica non è un artificio, ma una conseguenza. La complessità non è un valore se non genera profondità.
La classe non coincide con il lusso, così come la raffinatezza non coincide con la sottrazione. Risiede nella capacità di riconoscere ciò che serve, governare ogni elemento e lasciare fuori tutto ciò che appesantisce.
Ogni piatto nasce così da un’elaborazione personale, non dalla semplice adozione di un linguaggio contemporaneo. Non deve necessariamente sorprendere attraverso l’inedito: deve piuttosto possedere coerenza, carattere e una forma capace di restare nella memoria.
Seguire una tendenza significa parlare il linguaggio del proprio tempo.
Avere una voce significa poterlo fare senza esserne condizionati.
L’alta cucina di classe non rifiuta la contemporaneità: la attraversa, la interpreta e, quando necessario, se ne allontana. Può guardare alla tradizione o all’avanguardia, alla semplicità o alla complessità, purché ogni scelta nasca da cultura, consapevolezza e autentica esigenza espressiva.
Come nell’haute couture, il valore non risiede soltanto nel risultato visibile, ma anche nella qualità del processo, nella padronanza del gesto, nella conoscenza della materia e nell’armonia delle decisioni.
L’obiettivo non è realizzare una cucina che sembri importante.
È creare piatti in cui ogni elemento trovi il proprio posto, ogni sapore contribuisca al racconto e l’insieme riveli una firma.
Perché la vera classe non segue una moda. Costruisce un linguaggio capace di attraversarle tutte."
- Salvatore Morello -


